
Giovedì 9 luglio, mentre il giorno volgeva al tramonto, un centinaio di persone sono salite al santuario per una celebrazione particolare: il ricordo di Beppe Rosso, insegnante presso la scuola media di Cervasca tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, poeta, storico, profondo conoscitore del territorio e dei suoi abitanti, e alpino.
Il prof. Rosso ci lasciava 30 anni fa. In questo ultimo anno lo hanno ricordato le città di Cuneo, Borgo San Dalmazzo (il suo luogo di nascita e di vita) e Demonte, paese di origine di sua madre, nella frazione di Trinità, e terra in cui entrò in contatto con la realtà di montagna e la vita dei pastori. Anche l’associazione Vivere Cervasca odv e il locale gruppo alpini hanno voluto dedicargli una serata.

Ha introdotto la presidente di Vivere Cervasca odv, Maria Bramardi presentando la personalità poliedrica del prof. Rosso e il suo lascito culturale per Cervasca. Ha portato il saluto del comune il consigliere Diego Inaudi. Sono intervenuti il capogruppo degli alpini di Cervasca, Piero Aimar, ricordando il dono di una medaglia della Madonna degli Alpini fatta al santuario da Beppe; poi Lele Viola, che ne ha richiamato la straordinaria competenza linguistica, geografica, antropologica e la generosità nell’offrire la sue conoscenze agli altri. Walter Cesana ha ricordato un intervento del prof. Rosso nel contesto di un convegno in Provenza che suscitò l’ammirazione degli studiosi presenti e ha sottolineato i suggerimenti che dava a quanti si accingevano a fare ricerche storiche (fare ipotesi, verificare, con pazienza).
Per ricordare la figura del poeta Bep Rous dal Jouve che scriveva in tre lingue, Lucia Renaudo ha presentato due poesie in piemontese, Fabrizio Simondi e Ezio Giordanengo hanno letto due composizioni in lingua d’oc mentre Silvia Paruzza ha letto in italiano il racconto “Pas Rasunel”.
Il coro “La ciastella” dell’Alta Valle Stura, diretto da Fabrizio Simondi, ha presentato una scelta di canti nelle lingue usate dal poeta Rosso e coerenti con le tematiche trattate: ne è nato un puzzle di musica e parole di straordinaria efficacia. Un insieme ricco e toccante, come immaginiamo avrebbe voluto Beppe Rosso.
Altri interventi spontanei al termine: un alpino, un esperto di lingua piemontese e un’ex alunna, che ha riferito episodi di vita scolastica che dimostravano l’attenzione nei confronti dei ragazzi.
Nelle foto seguenti, vari momenti della serata.
Altre foto e info sul sito di Vivere Cervasca odv: https://www.viverecervasca.it/beppe-rosso-maestro-di-cultura-poesia-storia-e-vita/











